Un rigore sbagliato all’esordio, un infortunio gravissimo che lo ha costretto ad alzare bandiera bianca già ad Aprile.
Non si può certo definire fortunato il ritorno di Ivan Castiglia alla Reggina, ma le indubbie qualità dell’eclettico centrocampista, hanno fatto si che il Presidente Foti lo riscattasse la settimana scorsa, rilevando l’altra metà del cartellino, appartenente al Cittadella.
Reggionelpallone.it ha contattato in esclusiva il 22enne calciatore amaranto: una “chiacchierata” sulla Reggina che è stata e su quella che verrà, senza dimenticare ovcviamente le sue condizioni fisiche, e il’interessamento da parte del Napoli…
La prima domanda è d’obbligo: come stai Ivan? Possiamo dire che il peggio ormai è passato?
Si, rispetto ad Aprile va molto meglio. E’ stato terribile non poter dare una mano al gruppo, ho sofferto sia per la mia situazione, sia per quella dei miei compagni. Adesso sto proseguendo nel programma di pieno recupero, e credo che a fine Agosto sarò completamente disponibile. Conto di tornare al 100% per la seconda o la terza giornata di campionato, anche se ovviamente farò di tutto per accelerare i tempi.
La società ha dimostrato di credere fortemente in te, riscattandoti interamente nonostante il brutto infortunio. Te lo aspettavi?
Diciamo che ci speravo, e che sono veramente felicissimo di come sia andata a finire. Restare a Reggio, nella società dove sono cresciuto calcisticamente, era quello che volevo.
Che spiegazione si è dato Ivan Castiglia, in merito alla disastrosa stagione amaranto? Qual è stata la causa principale, che per poco non portava la Reggina dritta dritta in Lega Pro?
E’ difficile poterlo dire, dato che mi sono fatto male quasi subito dopo il mio arrivo, e quindi non ho potuto vivere pienamente certe dinamiche. Comunque sia, a Gennaio ho trovato un gruppo unito: ammesso che prima ci fossero stati problemi in tal senso, quando sono tornato erano già stati risolti.
In linea generale, che idea ti sei fatto del campionato da poco passato agli archivi?
Mi ha deluso parecchio il Torino, dato che ad inizio anno ero convinto che i granata, così come del resto la Reggina, sarebbero tornati sicuramente in serie A. A sorprendermi invece, sono stati i miei ex compagni del Cittadella: quando ho fatto le valigie per tornare a Reggio Calabria, non pensavo certo che avrebbero potuto centrare i playoff.
Cosa dovrà fare la Reggina per riconquistare un pubblico quanto mai deluso e amareggiato?
Dovrà lavorare sodo ogni giorno, dovrà trovare al suo interno grandi motivazioni, e scendere in campo con grinta ed entusiasmo.
Motivazioni e sacrificio. Insomma, quelle prerogative che mister Atzori ha già promesso nel giorno della sua presentazione…
Non ho ancora conosciuto il mister, ma sono convinto che sia una persona molto preparata, capace di far giocare un gran bel calcio alla squadra che allena. Di lui mi ha parlato benissimo Ungaro, che lo ha avuto come allenatore a Ravenna.
Molti addetti ai lavori, specie quelli che ti hanno osservato ai tempi delle giovanili, ritengono che per tecnica e duttilità avresti potuto trovarti tranquillamente a giocare in massima serie. Insomma, c’è chi ti definisce come un “talento ancora inespresso”. Sei d’accordo, o invece ti ritieni soddisfatto di quanto fatto sinora?
Sono contento della mia carriera, e non ho grandi rimpianti. Allo stesso modo però, non mi sento assolutamente un calciatore arrivato, e punto a migliorarmi quanto possibile.
Al di là della condizione fisica che stai recuperando, con quale stato d’animo ti accingi ad affrontare questo ritorno in amaranto?
Con la voglia di mettermi a disposizione dei compagni e del mister, dare a questa squadra un grande contributo e ritagliarmi uno spazio importante.
E se l’interesse del Napoli dovesse trasformarsi in un qualcosa di più concreto?
E’ inutile negarlo, un’offerta concreta del Napoli qualsiasi giocatore si fermerebbe a valutarla. Oggi come oggi però, come ho già detto penso solo ed esclusivamente a fare bene con la Reggina.
Ferdinando Ielasi
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