SIRACUSA – Ora basta. C’è da chiedersi, ed esigere risposte, sul perchè due calciatori impresentabili a questi livelli per quanto offerto in queste prime giornate, quali Ventrella e Brunetti, continuino ad esser regolarmente schierati dall’inizio nella formazione amaranto. Ed altrettanto regolarmente condannino la squadra alla sconfitta. Qual è il dazio che Reggio Calabria deve pagare, e quando avrà fine? Due volte in vantaggio a Siracusa, gli amaranto vengono ripresi per una papera, l’ennesima, del portiere ex Bari, e lasciati in 10 dall’espulsione del difensore scuola Chievo per poi esser puniti al 90′ da quel Crocetti andato in ritiro con l’ASD Reggio Calabria e poi lasciato accasarsi in Sicilia per questioni economiche. Finisce 3-2 con il gol del “quasi ex”, punto esclamativo di un avvio di stagione sanguinoso per un club che voleva rilanciare il calcio reggino e invece – al momento – lo sta ricoprendo di ulteriore vergogna.
LA GARA – Metà ottobre, eppure per gli amaranto non c’è già appello, conseguenza di un avvio sconfortante che ha fortemente incrinato entusiasmo e speranze in riva allo Stretto. Perchè tra le macerie si possa ancora pensare di edificare un nuovo, ambizioso progetto la squadra di Cozza non può più coniugare al futuro i propri propositi di riscatto. Ora, o mai più: il futuro dell’ASD Reggio Calabria è oggi, al De Simone di Siracusa. Il destino pone di fronte agli amaranto l’avversario più in forma del campionato – reduce da 4 successi consecutivi dopo l’arrivo di Sottil sulla panchina – e da tutti accreditato al pari della Cavese per la vittoria finale.
Sottil schiera i suoi con un coraggioso 4-4-2 molto offensivo che ha nelle ali di centrocampo due esterni d’attacco puri che sbilanciano in avanti gli aretusei, sorretti in mediana dall’agonismo sempre vivo dell’ex amaranto Baiocco. Cozza risponde con il 3-5-2: c’è Riva in regia a comporre una mediana d’esperienza con Lavrendi e Roselli, confermata la solita linea difensiva con Mautone che rileva lo squalificato Cucinotti, davanti come sempre Arena e Zampaglione.
Lo scenario è degno di ben altre categorie, splendida la cornice di pubblico sugli spalti del De Simone traboccanti entusiasmo. Pronti, via e gli amaranto premono sulla trequarti avversaria: un assolo di Arena sull’out di sinistra concluso con un tirocross è il segnale immediato di una diversa presenza in campo della squadra di Cozza rispetto all’ultima allarmante uscita. Impressione confermata e sostenuta dai successivi 20′ giocati, finalmente, da squadra. Compatti, corti, gli uomini di Cozza si muovono armonicamente, aiutandosi reciprocamente nei momenti di difficoltà : il gol è l’apice – oltre che il giusto premio – per un avvio più che positivo. L’interminabile serie di calci piazzati sprecati dal Reggio in questo campionato si interrompe: Arena calcia dal vertice sinistro dell’area e trova sul palo opposto Mautone bravo a schiacciare il pallone in diagonale lì dove Viola non può arrivare.
Amaranto avanti, e con merito. Ma il valore delle grandi squadre, ed il Siracusa lo è, viene fuori nei momenti di difficoltà . Alzano il baricentro gli aretusei, lo fanno organicamente costringendo il Reggio sulla difensiva. Dieci minuti di pressione furente valgono il pari, aiutato dalla sorte che manda il pallone calciato da Giordano sul palo e poi dritto sul piatto destro di Catania libero di depositare in rete a porta sguarnita. Il pari all’intervallo è nel complesso sacrosanto.
Le emozioni, la ripresa le lascia in serbo per gli ultimi 20′ di gioco. Prima di allora solo puro agonismo, scarse idee ed una squadra, quella amaranto, decisa a portare a casa il punto. Ma ingolosita quando un errato disimpegno di Santamaria permette a Zampaglione di lanciarsi verso la porta e con una finezza di punta destra spedire la sfera sotto la traversa per il nuovo vantaggio della squadra dello Stretto. Mancano appena 15′, Reggio avanti 1-2: una mazzata per il Siracusa, svuotato e apparentemente incapace di reagire.
Apparentemente, appunto, perchè in soccorso dei siciliani arriva il solito, impresentabile Ventrella: il portiere amaranto riesce a farsi trovare impreparato da un tiro di Longoni da centrocampo, regalando il pari, frustrando oltremodo quanto la squadra di Cozza aveva fin lì prodotto. Non basta, perchè com’è noto il Reggio è maestro in masochismo: Brunetti, altro autentico deficit amaranto, già ammonito guadagna il secondo giallo e lascia i suoi in inferiorità numerica per il finale.
Come in un horror, il finale è il colpo di scena più doloroso: Crocetti, centravanti andato in ritiro con gli amaranto e poi accasatosi a Siracusa per disguidi con la società , è il più lesto in una mischia in area di rigore e gonfia la rete per il definitivo, mortificante 3-2.
Esulta lo splendido pubblico siracusano, cade ancora Reggio Calabria punito ancora una volta da terrificanti errori individuali.
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